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Marzuk's pot

 La zuppiera di Marzuk

 

       MARZUK'S POT
                  an Egyptian tale
 
Original drawings by Zoe and Alba

              LA ZUPPIERA DI MARZUK

                       una fiaba egiziana

Disegni originali di Zoe e Alba

Once upon a time there was a poor shoemaker, called Marzuk, who lived with his wife and their four children in a small village in Egypt.

It was the end of Ramadan, the Muslim holy month of fasting. Festivity was in the air, people were cooking and there was a wonderful smell of spices, honey and cinnamon.

Marzuk, had promised his children a delicious pudding called mahalabia made of milk, potatoes, vanilla and sugar.  

So, the next morning, he took a big pot with him hoping it would be full at the end of the day.

 

But, no one came to his shop that day. Sadly Marzuk didn’t have any money to buy the mahalabia pudding.

 

He did not want to return home empty-handed, so he walked down to the harbour to decide what to do.

‘Hey! You!’ Shouted a captain from a rather old fishing boat.

‘We need some help. Are you interested?’

 ‘Why not?’ thought Marzuk.

‘I could be lucky and I certainly need some money.’

 

Unfortunately, just as they had left the harbour there was a big storm and the ship began to sink fast.

Marzuk couldn’t swim and he didn’t want to lose his pot; so, he put it on his head before grabbing onto a piece of wood and throwing himself into the sea.

He found himself on a small island surrounded by natives who took him to their chief thinking he was a very important person, because of the strange thing he was wearing on his head.

Their chief was curious too.

‘It’s just a pot. You can have it if you like.’ As Marzuk thought it wasn’t of much use now.

 

The chief was very happy and invited him to stay.

Marzuk was treated as a very important guest and to repay their kindness he decided to make a splendid pair of shoes for the chief, and soon he was making shoes for all his children and the islanders too. They were all very happy and so were their feet!

 

 

But, Marzuk soon began to feel homesick and went to speak to the chief. ‘I thank for your kind kindness, but I miss my family and children very much.

‘Of course! How selfish of me! Well, I think I can help you.’ Said the chief and gave orders to his men to prepare a boat.

Before Marzuk left the island the chief thanked him for all the shoes he had made and for the pot which he was wearing on his head. Then he gave Marzuk an old wooden box before saying goodbye.

Back in his small village in Egypt Marzulk’s children shouted ‘Where’s the pot? Where’s the old pot and mahalabia?’

‘Well, that’s a long story replied Marzuk, but I have this box instead, and on opening it they all stared in surprise! It was full of gold coins.

He bought a wonderful new house, a new shop and clothes and mahalabia for everyone!

All the village people were happy that was expect for Amir, a rich merchant, who was so jealous of Marzuk’s good fortune, that he decided to go to that famous island. He took his finest and precious fabrics to give to the chief of the island.

The chief welcomed Amir and thanked him for his gifts. He was treated as an important guest and Amir was very, very happy.

‘Oh by the way, I’m leaving tomorrow!’ said Amir to the chief. He couldn’t wait to have an old wooden box, just like Marzuk’s.

The next day just before Amir left, the chief handed him a big and very old pot.

‘You, must have this, it’s the most precious thing I have got.’ Said the chief to Amir.

C’era una volta un povero calzolaio, chiamato Marzuk, che viveva con la moglie e i loro quattro bambini in un paesino in Egitto.

 

 

Era la fine del Ramadan, la sacra festa mussulmana per il termine del digiuno. La festa era nell’aria, la gente stava cucinando e c’era un meraviglioso profumo di spezie, miele e cannella.

 

Anche Marzuk aveva promesso ai suoi bambini un delizioso budino chiamato mahalabia, fatto di latte, patate, vaniglia e zucchero.

Perciò, la mattina dopo, prese una grossa zuppiera sperando che potesse essere piena alla fine della giornata.

 

 

 

Ma, quel giorno nessuno venne al suo negozio.

Il triste Marzuk non aveva soldi per comprare il budino mahalabia.

Non voleva tornare a casa a mani vuote, così andò giù  al porto per decidere cosa fare.

‘Hey! Tu! Gridò un capitano da un peschereccio piuttosto vecchio.

‘Abbiamo bisogno di aiuto. Ti interessa?’

‘Perché no?’ pensò Marzuk.

‘Potrei avere fortuna e ho certamente bisogno  di soldi.’

 

Sfortunatamente, appena lasciarono il porto ci fu una grossa tempesta e la nave iniziò ad affondare velocemente.

Marzuk non sapeva nuotare e non voleva perdere la sua zuppiera; così, se la mise sulla testa prima di aggrapparsi a un pezzo di legno e si buttò  in mare.

Si ritrovò su una piccola isola circondato dagli indigeni che lo portarono dal loro capo pensando che fosse una persona molto importante, per la strana cosa che portava sulla testa.  

 

Anche il loro capo era curioso.

 

‘E’ solo una zuppiera. La potete avere se vi piace.’ Visto che Marzuk pensava non potesse più servirgli.

 

 

Il capo era molto felice  e lo invitò a rimanere.

Marzuk venne trattato come un’ospite importante e per ripagare la loro gentilezza decise di fare uno splendido paio di scarpe per il capo, e ben presto fece scarpe per i suoi bambini e anche per gli isolani. Erano tutti molto felici e anche i loro piedi lo erano!

 

Ma Marzuk cominciò ben presto ad avere nostalgia di casa e andò a parlare con il capo. ‘ Vi ringrazio per la vostra gentilezza, ma mi mancano moltissimo  la mia famiglia e i miei bambini.

 

 

‘Certamente! Che egoista che sono! Bene, penso di poterti aiutare.’ Disse il capo e diede ordine ai suoi uomini di preparare una barca.

Prima che Marzuk se ne andasse il capo lo ringraziò per tutte le scarpe che aveva fatto e per la zuppiera che stava portando in testa.  Poi diede a Marzuk un vecchio scrigno di legno prima di salutarlo.

 

Tornato nel suo paesino in Egitto i bambini di Marzuk gridarono ‘ Dov’è la zuppiera? Dov’è la vecchia zuppiera e il mahalabia?’

 

‘Bene, quella è una lunga storia rispose Marzuk, ma al suo posto ho questo scrigno, e aprendolo spalancarono gli occhi per la sorpresa! Era pieno di monete d’oro.

 

Comprò una splendida nuova casa, una nuova bottega e vestiti e mahalabia per tutti!

Tutta la gente del villaggio era felice ad eccezione di Amir, un ricco mercante, che era così geloso della fortuna di Marzuk, perciò decise di andare in quella famosa isola. Portò le sue stoffe più belle e preziose da regalare al capo dell’ isola.

Il capo accolse Amir e lo ringraziò per i suoi regali. Venne trattato come un ospite importante e Amir fu molto, molto felice.

‘Oh a proposito, domani parto!’ disse Amir al capo. Non vedeva l’ora di avere un vecchio scrigno di legno proprio come quello di Marzuk.

 

Il giorno dopo giusto prima che Amir partisse, il capo gli diede una grossa e vecchissima zuppiera.

 

‘Tu devi averla, è la cosa più preziosa che ho ricevuto.’ Disse il capo ad Amir.