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The Pied Piper of Hamelin

 Il Pifferaio Magico di Hamelin

 

            THE PIED PIPER OF
                         HAMELIN

Retold by Bilingualstoryworld

Illustrations by Errol Le Cain

 

          IL PIFFERAIO MAGICO DI 

                    HAMELIN

Rivisto da Bilingualstoryworld

Illustrazioni di Errol Le Cain

Once upon a time in a town called Hamelin situated on the River Weser, in Germany; barges full of corn and wheat arrived at the mills every day.

The mills ground the corn to make bread and cakes. They were so delicious that many people came to buy and eat them. But, they left crumbs and rubbish all over the place.

Soon rats were racing to Hamlin as they  loved the bread and cake crumbs too.

There were rats in the bakeries, , rats in the streets, and rats in the houses. Life in Hamelin became a nightmare.

The people of Hamelin, rather like the rats, invaded the Town Hall. They wanted to know what the Lord Mayor was going to do.

 

‘Good citizens of Hamelin don’t worry, everything is under control.’ said the Lord Mayor.

But the rubbish continued to pile up and the rats continued to eat and grow in number.

The people marched again to the Town Hall and the reply, this time was: ‘I, the Mayorhave given orders that a large hole will be dug and all the rubbish and all the rats will be killed and put into this hole. Hamelin will soon be clean.’

But the hole was not big enough and there were too many rats in too many hiding places.

The rats brought fleas, and the fleas brought a terrible sickness called the Plague. People became very ill and many died.

As you can imagine the people of Hamelin were so angry that they marched once again to the town square shouting ‘No Rats or no Mayor!’ ‘No Rats or no Mayor!’

Feeling rather desperate now,  the Mayor had an idea. He said he would give a reward of one thousand gold guilders to anyone  who could free Hamelin of the rats.

Strange, but true, the very next day a rather bizarre person knocked on the door of the Town Hall. He was dressed in very colourful clothes. His hat was covered in feathers, shells and bones and from a very long scarf hung a silver flute.

 ‘I am the pied piper and, for a thousand gold guilders, I will free Hamelin of these terrible rats!’ he declared.

And then standing a little later in the town square, he put his silver flute to his mouth and blew a very strange note.

A note that called all the rats in the woods, forests, rocks and mountains outside Hamelin, and then on the second note all the town rats were scurrying out of windows, doors and drains and soon there were thousands of rats scurrying towards him.

 

The Pied Piper blew and blew, and the rats followed his lively tune all the way down to the river Weser, where he stopped and with one foot in and one foot out of the river, he played and played. The rats danced and danced right into the river, splashing around until they drowned.

 

When there was no rat to be seen, the Pied Piper stopped. He turned and calmly walked back to the Town Hall to collect his reward. The townspeople were so happy as now they were free of those terrible rats.

But the Lord Mayor wasn’t too happy to pay up.

 ‘What!’ he shouted.

‘A thousand gold guilders? Forty, not more. All you did was play on that old flute of yours and those silly rats drowned themselves, shame on you! Laughed the Mayor.

The people of Hamelin agreed and they too laughed as the Pied Piper walked quietly away.

The next day when all the adults were in church celebrating a religious feast, the  Pied Piper walked back into Hamelin and after standing for a few quiet moments in the square, he took his flute and started to play.

 

Soon children were jumping and skipping out of houses and running towards him. He played and played and they danced after him towards the river.

 

The adults on hearing this noise rushed out of the church to see what was going on.

 

The Pied Piper was leading their children down to the river. They called out but the children couldn’t hear them.

To their horror, they were dancing so close to the river then… to their relief the Pied Piper turned towards the mountain.

Their relief once again returned to horror when they saw their children running, jumping and skipping through a small door which had appeared in the side of the mountain. 

‘Stop! Stop!’ They shouted running after them. But it was too late. The door slammed in their faces.

All the children had disappeared inside. All except one. A small boy on crutches who couldn’t keep up and who tried to tell them about the sounds of a distant land, full of fun and games, bright colours, clean air, sparkling rivers and dolphins, but nobody listened.

 

 

They were desperate to find their children and with shovels they banged on the side of the mountain and tried to dig a way in, but the door had disappeared.

 

The people of Hamelin were sad, but life continued and barges full of corn and wheat came down the River Weser and the mills were making bread and cakes once again, but the people of Hamelin never forgot the Pied Piper and from then on, they paid their debts in full and always on time.

C’era una volta in Germania una città chiamata Hamelin, situata sul fiume Weser; chiatte piene di mais e di grano arrivano ai mulini ogni giorno.

 

I mulini macinavano il mais per fare pane e torte. Erano così deliziosi che molta gente veniva a comprarli per mangiarli. Ma, lasciavano briciole e spazzatura dappertutto.

Ben presto i ratti corsero a Hamelin perché anche loro adoravano le briciole del pane e delle torte.

C’erano ratti nei panifici, ratti per le strade, e ratti nelle case. La vita a Hamelin divenne un incubo.

La gente di Hamelin, come i ratti,invase il municipio.

Volevano sapere che cosa intendesse fare il sindaco.

 

‘Cari cittadini di Hamelin non preoccupatevi, è tutto sotto controllo.’ disse il sindaco.

 

Ma la spazzatura continuò ad ammucchiarsi e i ratti continuarono a mangiare e a crescere di numero.

La gente marciò di nuovo verso il municipio e la risposta questa volta fu: ‘Io, il sindaco ho dato ordine che venga scavata una grossa buca e che tutta la spazzatura e tutti i ratti che verranno uccisi siano buttati dentro tale buca.

Hamelin sarà di nuovo pulita.’

Ma la buca non era abbastanza grande e c’erano troppi ratti in troppi nascondigli.

I ratti portarono le pulci, e le pulci portano una terribile malattia chiamata Peste. La gente si ammalò e molti morirono.

Come potete immaginare la gente di Hamelin era così arrabbiata che marciò un’altra volta sulla piazza principale gridando ‘No ai ratti o no al sindaco!’ ‘No ai ratti o no al sindaco!’

Ora, sentendosi alquanto disperato, il sindaco ebbe un’idea. Disse che avrebbe dato una ricompensa di mille fiorini d’oro a chiunque avesse liberato Hamelin dai ratti.

Strano, ma vero, il giorno dopo una persona alquanto bizzarra bussò alla porta del municipio.

 

Era vestito con degli abiti molto colorati. Il suo cappello era coperto di piume, conchiglie e ossa e un lunghissimo foulard pendeva dal suo flauto d’argento.

 

‘Sono il pifferaio magico e, per mille fiorini, libererò Hamelin da questi terribili ratti!’ dichiarò.

 

E poi poco dopo stando nella piazza principale, si portò alla bocca il suo flauto d’argento e soffiò una stranissima nota.

Una nota che chiamò a raccoltatutti i ratti nella foresta, sulle rocce e sulle montagne fuori Hamelin, e poi con seconda nota tutti i ratti della città si precipitarono fuori dalle finestre, dalle porte e dalle grondaiee ben presto ci furono migliaia di ratti che si precipitarono verso di lui.

Il Pifferaio Magico soffiò e soffiò, e i ratti seguirono la sua vivace melodia fino al fiume Weser, dove lui si fermò e con un piede dentro e un piede fuori dal fiume, suonò e suonò. I ratti danzarono e danzarono dritti nel fiume, schizzando tutto intorno fino a che non annegarono.

Quando non si vide più nemmeno un ratto, il Pifferaio Magico si fermò. Si girò e tornò tranquillamente al municipio per ritirare la sua ricompensa. I cittadini erano così felici perché ora si erano liberati di quei terribili ratti.

 

Ma il sindaco non era molto contento di dover pagare.

‘Cosa!’ gridò.

‘Mille fiorini d’oro?’ Quaranta, non uno di più. Tutto quello che hai fatto è stato di suonare uno dei tuoi vecchi flauti e quegli stupidi ratti si sono affogati, vergognati! Rise il sindaco.

 

La cittadini di Hamelin furono d’accordo e risero anche loro mentre il Pifferaio Magico se ne andò via tranquillamente.

Il giorno dopo quando tutti gli adulti erano in chiesa a celebrare una cerimonia religiosa, il Pifferaio Magico tornò a Hamelin e dopo essersi fermato per pochi istanti nella piazza, prese il suo  flauto e iniziò a suonare.

 

Presto i bambini saltarono e trotterellarono fuori dalle case correndo verso di lui. Lui suonò e suonò e loro danzarono dietro di lui verso il fiume.

Gli adulti sentendo questo rumore si precipitarono fuori dalla chiesa a vedere cosa stesse succedendo.

Il Pifferaio Magico stava portando i loro bambini giù al fiume. Loro li chiamarono ma i bambini non potevano sentirli.

 

Con loro orrore, stavano danzando così vicini al fiume poi… con loro sollievo il Pifferaio Magico si girò verso la montagna.

 

Il loro sollievo si trasformò di nuovo in orrore quando videro i loro bambini correre, saltare e trotterellare  attraverso una piccola porta che era apparsa sul fianco della montagna.

‘Fermatevi! Fermatevi! Gridarono correndogli dietro. Ma era troppo tardi. La porta gli si chiuse in faccia.

Tutti i bambini erano scomparsi al suo interno. Tutti eccetto uno. Un ragazzino con le stampelle che non aveva potuto tenere il passo e che aveva cercato di raccontare loro dei suoni di una terra lontana, piena di giochi e divertimenti, colori vivaci, aria pulita, fiumi scintillanti e delfini, ma nessuno lo ascoltò.

 

Si disperavano nel cercare i loro bambini e con delle pale colpivano sul fianco della montagna e cercavano di scavare una via al suo interno, ma la porta era scomparsa.

 

I cittadini di Hamelin divennero tristi, ma la vita continuò e chiatte piene di mais e grano arrivarono attraverso il fiume Weser e i mulini fecero di nuovo pane e torte, ma la gente di Hamelin non dimenticò mai il Pifferaio Magico e da allora in poi, pagò i suoi debiti sempre in tempo e per intero.