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Flannan Isle

L'isola di Flannan

 

 

             Flannan Isle 

Adapted from the original work of Wilfrid Wilson Gibson (1878-1962) 

      Original drawings by DepaF

 

 

        L'isola di Flannan

Adattato dall’opera originale di Wilfrid Wilson Gibson (1878-1962) 

  Disegni orifginali di DepaF

Introduction: The disappearance described in this poem is reported to have happened on 15th December 1900. The lighthouse built in 1899, still stands 15 miles west of the Scottish, Isle of Lewis. After a passing ship reported that the light had gone out,a boat was launched and Joseph Moore, the relief keeper, was put ashore alone. He found the entrance gate and the main door both closed, the beds unmade and the clock stopped. He returned to the landing stage with this news, and with his second mate they discovered that the lamps had been cleaned and refilled. But, a set of  oilskins  suggesting that one of the keepers had left the lighthouse without them, which was surprising considering the bad weather conditions.  

Three men lived on Flannan Isle, they kept the lighthouse lamp alight, but those, sailing under it one dark winter night saw no glimmer of light.

 

A passing ship at dawn brought the news and three of us quickly set sail to find out what strange thing had happened to the keepers of that deep-sea light!

As we neared that lonely Isle and looked up at its unprotected height; we saw the lighthouse towering white, which had not given a spark of comfort throughout the previous dark night.

It stood so horribly in the cold sunlight that we were transfixed in dread, lost for words.

When we sailed near under its dark hanging crag we saw three very strange black ugly birds indeed, which flew off on our arrival.

We landed, tied the boat and climbed the track wishing to be far out at sea, far from this ugly scene. We climbed and climbed, in single file until we reached the lighthouse door.

Black and blistered from the sun it stood half-open. The familiar smell of lime wash and tar greeted us along with some other sinister stench.

Plucking up courage we entered and saw a table spread for dinner with meat, cheese and bread; all untouched and left in haste.

The chair at the head of the table lay upturned on the floor.

We listened… all we could hear was a feeble cheeping of a bird, half-starved on its perch and then silence.

 

 

 

 

We searched high and low, but found no sign of life or anything, in any place.

 

Only a half opened door, an untouched meal, an overturned chair and…. silence.

We thought about those who had kept the Flannan Light. How the rock had been the death of many a lad. How six had come to a sudden end, and the three that had gone mad. Also a dear friend we had had all known, who had leapt from the lantern one still night and had fallen to his death by the lighthouse wall.

We thought of the three we were searching for. We listened and looked… and all we saw was the half opened door, an untouched meal, an overturned chair and a disturbing stillness.

We stood in silence, three alive on Flannan Isle… thinking of those three mysteriously missing.' 

 

This story is also the inspiration for Hector Zazou's song Lighthouse, performed by Siouxsie on the compilation Songs From the Cold Seas. The Genesis song The Mystery of Flannan Isle Lighthouse, and the opera The Lighthouse by Peter Maxwell.

 

 

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Introduzione: E’ stato riportato che la sparizione descritta in questo poema è avvenuta il 15 dicembre 1900. Il faro, costruito nel 1899, esiste ancora a 15 miglia ad ovest dell’isola scozzese di Lewis. Dopo che una nave di passaggio riportò che il faro fosse spento,venne mandata una barca e Joseph Moore, il vice guardiano, approdò a riva da solo. Trovò il cancello d’entrata e la porta principale entrambi chiusi, i letti disfati e l’orologio fermo. Tornò sul pontile con queste notizie, e con il suo ufficiale in seconda scoprirono che le lampade erano state pulite e riempite. Ma, un completo impermeabile suggeriva che uno dei guardiani avesse lasciato il faro senza l'impermeabile

stesso, il che era sconcertante considerando le pessime condizioni atmosferiche.

Nell’ isola di Flannan vivevano tre uomini, tenevano accesa la lampada del faro, ma quelli che navigavano sotto il faro in un' oscura notte d’inverno, non videro nemmeno uno spiraglio di luce.   

Una nave di passaggio all’alba portò la notizia  e tre di noi salparono immediatamente per scoprire quale strana cosa fosse accaduta ai guardiani di quella luce d’alto mare!

Mentre ci avvicinammo a quell’isola solitaria  osservammo come il faro fosse grande ma indifeso; vedemmo il faro bianco e imponente, che non aveva dato nemmeno un scintilla di conforto durante l’ oscura  notte precedente.

Si stagliava orribilmente alla fredda luce del sole pietrificandoci dal terrore, lasciandoci senza parole.

Mentre navigavamo sotto al dirupo scuro, vedemmo tre stranissimi uccelli neri davvero brutti , che al nostro arrivo volarono via.

Approdammo, legammo la barca e ci arrampicammo sul sentiero, desiderando di essere in mare aperto, lontano da questa brutta scena. Ci arrampicammo sempre più, in fila indiana finché non raggiungemmo la porta del faro. Nera e gonfiata dal sole stava mezza aperta. Il familiare odore di calce e catrame ci accolse insieme a un altro odore sinistro.

Prendendo il coraggio a due mani entrammo e vedemmo una tavola apparecchiata per la cena con carne, formaggio e pane; tutto intatto e lasciato in fretta.

La sedia a capotavola giaceva rovesciata sul pavimento.

Ascoltammo … tutto quello che potemmo udire fu un debole pigolio di un uccello, mezzo morto di fame sul suo trespolo e poi il silenzio.

Cercammo in lungo e in largo, ma non trovammo da nessuna parte segni di vita o altro.

Solo una porta semi aperta, un pasto non consumato, una sedia rovesciata e … il silenzio.

Pensammo a quelli che avevano badato alla luce  di Flannan. Come la roccia fosse stata la morte di tanti ragazzi.  Come sei avessero incontrato una fine improvvisa, e i tre che erano usciti di senno. Anche un caro amico che noi tutti conoscevamo, che si era buttato giù dal faro in una notte calma  incontrando la morte accanto al muro del faro stesso.

 

Pensammo ai tre che stavamo cercando. Ascoltammo e guardammo … e tutto ciò che vedemmo fu una porta mezza aperta, un pasto intatto, una sedia rovesciata e un silenzio inquietante.

Rimanemmo in silenzio, i tre vivi sull’isola di Flannan … pensando a quei tre scomparsi misteriosamente. 

 

Questa storia è stata anche fonte d’ispirazione per la canzone di Hector Zazous ‘Lighthouse’ eseguita dai Siouxsie nella compilation ‘Songs From the Cold Seas’. La canzone dei Genesis ‘The Mystery of Flannan Isle Lighthouse', e dell’opera ‘The Lighthouse’ di Pete rMaxwell.

 

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